11-nov-2020 12.13.00 / di Matilde Ricci Matilde Ricci

Cosa succede se si beve l’acqua del rubinetto? L’acqua è un bene prezioso, essenziale, eppure colpito da conoscenze superficiali. L’attenzione crescente all’alimentazione e alla salubrità di ciò che beviamo e mangiamo sta facendo alzare l’attenzione anche sull’acqua. Ecco qual è la verità.In natura, l’acqua contiene disciolte molte particelle invisibili: può contenere virus, tracce di patogeni, oltre a inquinanti di origine naturale e industriale come solfati, nitrati e metalli pesanti, pericolosi per la salute e completamente invisibili ad occhio nudo. Va quindi trattata adeguatamente prima di essere dichiarata “potabile” e quindi bevibile senza rischi per la salute. Probabilmente questa impurità ha fatto in modo che le persone si orientassero verso l’acquisto di acqua in bottiglia, ritenendola più sicura.

Non tutti sanno che la legge italiana impone che dalla rete pubblica esca acqua potabile e che se questo non può avvenire per ragioni di inquinamento o contaminazione anche solo temporanea, i cittadini debbano esserne informati tempestivamente. In altre parole, l’acqua del rubinetto deve essere priva di sostanze contaminanti e deve rispondere a parametri di sicurezza a tutela della salute pubblica. 


L’acqua che sgorga dal rubinetto è potabile e viene sottoposta a continue analisi e controlli quotidiani per verificarne la sicurezza dopo i trattamenti di filtraggio, disinfezione e depurazione che vengono effettuati nelle centrali acquedottistiche su tutto il territorio nazionale.

Bere acqua del rubinetto: ci sono rischi?

L’acqua del rubinetto risulta più controllata dell’acqua in bottiglia: addirittura, l’acqua confezionata, una volta sigillata nei contenitori di plastica, non viene più analizzata fino alla scadenza mentre quella che esce dal rubinetto viene verificata quotidianamente da laboratori specializzati.

Comprese queste informazioni, è vero anche che l’acqua del rubinetto è poco gradevole perché presenta un odore e un gusto alterati dal cloro utilizzato in concentrazioni necessarie alla depurazione e che non siano nocive per la salute. Questa condizione, che non è legata direttamente alla salubrità ma che ha a che fare con la bontà, può essere migliorata attraverso un trattamento volto ad affinare le caratteristiche organolettiche, come la microfiltrazione.

Per questo motivo, sia nelle private abitazioni che negli uffici e nelle attività Ho.Re.Ca si stanno diffondendo sempre più gli erogatori che, collegati alla rete idrica, deviano il flusso verso il filtro e restituiscono dall’erogatore acqua più buona, leggera, senza il sapore di cloro, già refrigerata o gassata a seconda dei gusti.

Abbiamo dedicato agli erogatori d’acqua un approfondimento gratuito e molto dettagliato: clicca qui sotto per ricevere il pdf direttamente sulla tua email e iniziare a informarti correttamente sull’acqua che bevi.

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Categorie: Erogatori d'acqua

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Scritto da Matilde Ricci