7-set-2022 16.23.00 / di Matilde Ricci Matilde Ricci

Essendo i primi in Europa per consumo di acqua in bottiglia, è evidente come sia diffuso, in Italia, il timore di non poterci fidare della nostra acqua di rete. Dal momento però che sarebbe opportuno, anzi, necessario, iniziare a fare anche dell’acqua un uso sostenibile, a partire dall’eliminazione dell’acqua in bottiglia, cerchiamo di fare chiarezza e dissipare tutti i dubbi sulla sicurezza della nostra acqua del rubinetto. Scopriamo quali sono i valori dell’acqua potabile e se davvero si può bere l’acqua di rete.

È innegabile ormai: solo per produrre la plastica per bottiglie necessaria ai consumi degli italiani vengono emesse nell’atmosfera oltre 1,2 milioni di tonnellate di CO2 e impiegate quasi 500 mila tonnellate di petrolio. Inoltre, solamente una piccolissima parte delle bottiglie viene riciclata, circa i due terzi finisce per disperdersi nell’ambiente. È decisamente il caso di verificare se davvero l’acqua in bottiglia è più sana di quella del rubinetto, così da cambiare in fretta le nostre abitudini e scelte di consumo sbagliate.

Contenuto dell’acqua di rete e controlli

È previsto dalla legge stessa, sia italiana che europea, che le aziende pubbliche di trattamento e distribuzione dell’acqua immettano solamente acqua potabile. Cosa rende l’acqua potabile? La conformità a precisi parametri di sicurezza stabiliti a garanzia della salute pubblica e stabiliti con decreto legislativo 31/2001 secondo le linee guida dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Per questo motivo vengono effettuati numerosissimi campionamenti ogni anno e analizzati oltre 300mila parametri per essere sempre certi della salubrità dell’acqua che arriva nelle nostre case. Oltretutto, piccolo fiore all’occhiello del nostro Paese, la qualità della nostra acqua è tra le migliori in tutta Europa.

Chi esegue i controlli

Sono due gli enti incaricati dalla legge italiana di attuare le analisi sull’acqua di rete: il gestore della rete idrica locale e l’Ente di controllo competente (Asl).

  • Gestore della rete idrica locale
    È suo il compito di assicurarsi che siano rispettati tutti i parametri di legge e quindi effettuare i controlli necessari, sia nelle fonti di approvvigionamento e negli impianti di potabilizzazione che nei serbatoi e nelle fontanelle pubbliche. Nel caso in cui si dovesse riscontrare una non potabilità avrà il compito di bloccare la fornitura e di informare amministrazione e cittadini. 
  • Ente di controllo competente (Asl)
    Ha il compito di effettuare le contro analisi per poter confermare le prime effettuate dal gestore di controllo competente, per un’ulteriore sicurezza.

Normativa europea

La normativa prevede si effettuino milioni di analisi ogni anno su 64 parametri diversi (microbiologici, chimici, fisici ecc.).

La procedura è questa: viene prima fatta un’analisi per verificare la presenza di minerali tossici, molecole velenose e cloro. Dopodiché si procede con una seconda analisi alla ricerca di batteri o microrganismi nocivi per la nostra salute. In caso vengano riscontrati si procederà con la loro eliminazione.

Quel che emerge è che i valori che deve avere l’acqua per essere potabile sono costantemente e scrupolosamente controllati, per cui qualsiasi timore sulla sicurezza dell’acqua della rete idrica è assolutamente infondato. Un discorso a parte merita un particolare valore dell’acqua, dal quale non dipende la sua potabilità, ma che potrebbe farci preferire l’acqua in bottiglia: la durezza.

Durezza dell’acqua

Quando si parla di durezza dell’acqua ci si riferisce a un valore rappresenta il contenuto di ioni di calcio e magnesio presente nell’acqua. Tale contenuto differisce a seconda della sorgente da cui nasce l’acqua e del percorso che compie attraverso terreni diversi e rocce, che possono arricchirla o meno di minerali e Sali.

Possiamo distinguere acque:

  • dolci (o leggere): durezza è inferiore a 15 °f (gradi francesi)
  • mediamente dure: durezza è compresa tra 15 e 30 °f
  • dure: durezza è superiore a 30 °f

L’eccessiva durezza dell’acqua non significa scarsa qualità, ma dal momento che comporta presenza di calcare, potrebbe risultare sgradevole al gusto. Anche in questo caso però non è necessario bere acqua in bottiglia, basterà ricorrere a un semplice erogatore domestico.

Come avere acqua più buona sempre a disposizione

L’erogatore domestico non è utile solo in caso di eccessiva durezza dell’acqua, ma anche quando il cloro aggiunto all’acqua della rete idrica le conferisca un sapore sgradevole al gusto. Grazie infatti al sistema di microfiltrazione che ferma ed elimina elementi disciolti nell’ordine di grandezza di 0,5 micron, l'acqua erogata risulterà più gradevole e leggera. Oltretutto ti consente anche di scegliere tra acqua liscia, gasata o leggermente gasata, per gli amanti dell’acqua frizzante.

Una scelta che non solo ti consentirà di risparmiare soldi, usufruendo dell’acqua del rubinetto, e fatica (dirai addio alle pesanti casse di acqua da trasportare dal negozio a casa!) ma che ti renderà parte attiva nel cammino verso un mondo più sostenibile che, soprattutto oggi, si rende necessario per il bene della collettività. Non dimenticare che puoi beneficiare del bonus erogatori d’acqua, scopri qui come fare per richiederlo: bonus erogatori acqua, come richiederlo.

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Categorie: Erogatori d'acqua

Matilde Ricci

Scritto da Matilde Ricci